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Denis Diderot :"C'est manquer son but que d'amuser et de plaire lorsqu'on peut instruire et toucher"...[ blog destiné aux élèves de Première qui veulent réviser et approfondir les objets d'étude au programme de Français.]

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Se i languidi miei sguardi

Se i languidi miei sguardi,
se i sospiri interrotti,
se le tronche parole non han sin or potuto,
o bell'idolo mio, farvi delle mie fiamme intera fede:
leggete queste note, credete a questa carta,
a questa carta in cui sotto forma d'inchiostro il cor stillai.
Qui sotto scorgerete quell'interni pensieri
che con passi d'amore scorron l'anima mia;
anzi avvampar vedrete
come in sua propria sfera nelle vostre bellezze
il foco mio.
Non è già parte in voi che con forza invisibile
d'amore tutto a se non mi tragga:
altro già non son io che di vostra beltà preda e trofeo.
A voi mi volgo o chiome, cari miei lacci d'oro:
deh, come mai potea scampar sicuro,
se come lacci l'anima legaste,
com'oro la compraste ?
Voi, pur voi, dunque siete della mia libertà
catena e prezzo.
Stami miei preziosi bionde fila divine,
con voi l'eterna Parca sovra il fuso fatal mia vita torce.
Voi, voi, capelli d'oro, voi pur siete di lei,
ch'è tutta il foco mio, raggi e faville;
ma se faville siete, onde avvien che ad ogn'ora
contro l'uso del foco in giù scendete ?
Ah, ch'a voi per salir scender conviene,
ché la magion celeste ove aspirate,
o sfera degli ardori, o Paradiso,
è posta in quel bel viso.
Cara mia selva d'oro, richissimi capelli,
in voi quel labrinto Amor intesse,
onde uscir non saprà l'anima mia.
Tronchi pur morte i rami del prezioso bosco,
a da la fragil carne scuota pur lo mio spirto,
che tra fronde sì belle anco recise rimarrò prigioniero,
fatto gelida polve ed ombra ignuda.
Dolcissimi legami, belle mie pioggie d'oro,
quali or sciolte cadete da quelle ricche nubi,
onde raccolte siete e, cadendo, formate
preziose procelle, onde con onde d'or
bagnando andate scogli di latte e rivi d'alabastro,
more subitamente - O miracolo eterno d'amoroso desìo -,
fra sì belle tempeste arso il cor mio.
Ma già l'ora m'invita, o degli affetti miei
nuntia fedele, cara carta amorosa,
che dalla penna ti dividi omai;
vanne, e s'Amor e'l Cielo cor tese ti
concede che da begl'occhi non t'accenda il raggio,
ricovra entro il bel seno:
chi sa che tu non gionga da si felice loco
per sentieri di neve a un cor di foco !
 
25. Claudio Achillini
 
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L
Brano bellissimo di Monterverdi, è la prima volta che leggo il testo senza musica.Grazie,L. Eliot
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M
Il m'a promis qu'il traduirait le traître !